Giornata della Memoria

“L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria.” Primo Levi

 

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche durante l’avanzata dalla Vistola all’Older si trovavano di fronte ai cancelli di Auschwitz che per anni avevano tenuto chiusa e segreta una delle pagine più buie della storia contemporanea: la storia di uno sterminio che ha coinvolto, solo in quel campo di concentramento, più di un milione di uomini, donne e bambini che la folle ideologia nazista riteneva nemici della razza e del Reich.

Ebrei, ROM, diversamente abili, omosessuali, lesbiche, oppositori politici e altri, diventarono per i nazisti il nemico interno da eliminare, dapprima psicologicamente attraverso l’espropriazione della dignità e del proprio “essere umani” fino all’utilizzo come semplici cavie da laboratorio e alla morte, per stenti, fame o attraverso il ricorso ai forni crematori e alle camere a gas.

Arbeit Macht Frei si leggeva all’arrivo nei campi di lavoro, ma tutti coloro che varcavano quelle soglie sapevano benissimo di aver perso ogni speranza di libertà.

Shoa, Olocausto, Omocausto. Tutte facce della stessa medaglia, tutte parole che riempiono una pagina della nostra storia che come Primo Levi ricorda non deve essere mai dimenticata, per far si che attraverso la memoria tali orrori non si verifichino più, mai più. È per questo che il 27 gennaio di ogni anno si celebra la Giornata della MemoriaUna giornata dedicata al ricordo e alla memoria di quell’atroce progetto di sterminio e di genocidio che rappresenta una ferita profonda in ognuno di noi, una storia che siamo chiamati a testimoniare specialmente oggi, a 69 anni da quella giornata del 1945, di fronte alla scomparsa sempre più frequente dei testimoni diretti.

Una giornata che diventa ancora più importante nel contesto attuale che vede la rinascita di sentimenti di odio, antisemitismo, razzismo e di tutte le fobie verso il diverso, basta leggere le cronache di quanto accaduto a Roma negli scorsi giorni, che riportano alla mente ideologie tipiche delle peggiori destre radicali, che specialmente in periodi di crisi economica, sociale e politica, come quella che viviamo oggigiorno, vedono rinfocolarsi i propri consensi. La storia ci insegna che sono questi i periodi che possono portare all’avanzata delle destre più integraliste capaci di minare tutto il percorso che dalla fine della seconda guerra mondiale, e ancor più dagli anni ’70, è stato portato avanti per la costruzione di società inclusive ed egualitari capaci di marginalizzare ed estirpare i fenomeni di odio.

Proprio per tutti questi motivi l’impegno di tutti coloro che hanno scelto di essere testimoni, seppur indirettamente, di quella pagina di storia diventa di fondamentale importanza: è un impegno civico, etico, politico, finalizzato a tramandare la memoria di ciò che non deve più ripetersi specialmente nelle nuove generazioni che probabilmente non avranno più modo di ascoltare le storie dei sopravvissuti, di coloro che hanno affrontato l’inferno perdendo tutto, in special modo la dignità, e che sono tornati alla vita, alla ricerca disperata di ritrovare se stessi cercando di andare avanti, senza mai dimenticare.

 

Gianmarco Capogna – Responsabile Diritti, Non Discriminazione e Uguaglianza GD Frosinone

 

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